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La responsabilità amministrativa d'impresa ai sensi del d.lgs. 231/2001

La responsabilità amministrativa d'impresa ai sensi del d.lgs. 231/2001 - Avvocato Stefano Corsini

La responsabilità amministrativa d'impresa ai sensi del d.lgs. 231/2001 - Il progetto ANCE per l’adozione di modelli organizzativi esimenti” è il titolo del Convegno che si terrà Giovedì 16 aprile 2015 alle ore 15.15 presso la Sala Convegni dell'Unione degli Industriali di Pordenone.

Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto un nuovo tipo di illecito, definito amministrativo ma avente nella sostanza natura penale, addebitabile direttamente ed autonomamente all’ente collettivo (persona giuridica, società, associazione, ente pubblico economico), per i reati commessi, nel suo interesse o a suo vantaggio, dai soggetti apicali o dai sottoposti dello stesso ente.

Il novero dei reati di cui può essere ritenuta responsabile anche l’azienda in quanto tale, e non solo la persona che li ha commessi, ha conosciuto una progressiva e diffusa espansione fino a ricomprendere anche i reati «infortunistici» di natura colposa e i reati ambientali, con sanzioni interdittive e pecuniarie particolarmente pesanti.

In tale contesto, notevole rilevanza assume l’adozione e l’efficace attuazione di un MOG – Modello Organizzativo Gestionale idoneo a prevenire la commissione dei reati che, con l’istituzione di un Organismo di Vigilanza, possono consentire all’impresa, a seconda dei casi, di essere esonerata da responsabilità, evitare la condanna alla sanzione interdittiva o vedersi applicare una sanzione pecuniaria ridotta.

Per facilitare l’adozione di tali modelli presso le proprie aziende associate, ANCE ha svolto un pregevole lavoro che consente di ridurre considerevolmente i costi per dotarsi di un MOG e che sarà illustrato nel corso del convegno al termine di un attento approfondimento in materia di responsabilità amministrativa di impresa condotto dagli esperti in materia di NEA – Studio Legale Associato Benedet, Polesel, Stramare & Corsini.

#decreto231

LINK al sito per scaricare il materiale.

Processo civile telematico. I termini e le scadenze.

Processo civile telematico. I termini e le scadenze. - Avvocato Stefano Corsini

L’obbligatorietà del deposito telematico dopo il DL 90/2014 (aggiornato al DL 132/2014).

 

L'Identità Digitale. Convegno a Pordenone il 14.11.2014.

L'Identità Digitale. Convegno a Pordenone il 14.11.2014. - Avvocato Stefano Corsini
Gli Ordini degli Avvocati di Udine e Pordenone e i Consigli Notarili di Pordenone, Udine e Tolmezzo hanno organizzato la seconda edizione del Convegno interprofessionale dedicato all’innovazione e il diritto, avente ad oggetto il tema dell’identità digitale.
 
L’evento si terrà nella giornata di venerdì 14 novembre 2014 presso l’Auditorium della Regione F.V.G. in Via Roma a Pordenone. I temi trattati quest’anno vertono sugli aspetti giuridici dell’Identità Digitale e saranno esposti secondo il seguente programma:
 
Moderatore
Avv. Maurizio Sala – Avvocato in Milano 
 
9.15 -10.45
“L’eredità digitale”
Dott. Gea Arcella – Notaio Referente nazionale per la Commissione Informatica del C.N.N.
Avv. Bianca Del Genio  Direttore della Divisione Affari Legali e Istituzionali di Microsoft Italia
L’obiettivo del programma è quello di affrontare la tematica relativa alla trasmissibilità dei diritti sui beni immateriali, quali ad es. documenti informatici, ed alle sorti che gli stessi subiscono a seguito degli eventi successori o, ad esempio, in caso la loro disponibilità mediante previsioni testamentarie.
 
11.15 – 12.45
“Aspetti penali dell’identità digitale - L'identità digitale e l'identificazione notarile”
Avv. Daniele Minotti – avvocato in Genova esperto in diritto penale informatico 
Dott. Ugo Bechini – notaio in Genova esperto di Identità Digitale 
L’obiettivo del programma è quello di fornire una panoramica sul concetto di identità digitale di cittadini e imprese e gli aspetti penali rilevanti in merito. Inoltre l’intervento farà luce sugli strumenti e le modalità di identificazione in ambito notarile, con l’illustrazione anche di casi pratici.
 
14,45 – 16.00
“La conservazione e la circolazione del dato personale - Il regolamento europeo sul trattamento dei dati personali”
Prof. Francesco Pizzetti - già Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali 
Avv. Stefano Corsini – avvocato in Pordenone esperto di diritto delle nuove tecnologie
L’obiettivo del programma è quello di illustrare la nuova normativa europea sulla protezione dei dati personali e le sue conseguenze sul piano sia applicativo che concreto ed altresì trattare le questioni inerenti il trasferimento, la conservazione e la circolazione del dato personale.
 
16.15 – 18.00
“Strumenti di identificazione digitale”
Dott.ssa Sabrina  Chibbaro – notaio in Milano già consulente del Governo U.S.A. 
Avv. Giovanni Rocchi – avvocato in Brescia membro della Commissione Informatica presso il C.N.F.
L’obiettivo del programma è quello di analizzare gli strumenti necessari per consentire l’identificazione cd. digitale in caso di accesso ad un sistema informatico e di trattarne gli aspetti giuridici sottesi.

 

 
La partecipazione dà diritto a 3 crediti nell'area penale (la mattina) e 3 crediti nell'area civile (il pomeriggio).
Per partecipare è necessario iscriversi attraverso il sito dell'Ordine degli Avvocati di Pordenone, raggiungibile a questo indirizzo.

La giustizia telematica dopo la riforma. Convegno a Pordenone il 26.11.2014

La giustizia telematica dopo la riforma. Convegno a Pordenone il 26.11.2014 - Avvocato Stefano Corsini

Mercoledì 26 novembre si terrà il Convegno "La Giustizia Telematica dopo la riforma: riflessioni operative", con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, dell'Unione Triveneta degli Ordini degli Avvocati, dell'Ordine degli Avvocati di Pordenone, della Camera di Commercio di Pordenone, dell'Ordine dei Commercialisti ed esperti contabili di Pordenone.

Interverranno l'Avv. Sirotti Gaudenzi sul tema della riforma recata dal D.L. 90/2014, la dott.ssa Intravaia Direttrice del DGSIA del Ministero della Giustizia sul tema della giustizia telematica e l'Avv. Corsini sull'esperienza del laboratorio informatico di Pordenone per la formazione informatica degli Avvocati.

 

Di seguito la brochure dell'evento:

Guida in stato di ebbrezza e lavori di pubblica utilità.

Guida in stato di ebbrezza e lavori di pubblica utilità. - Avvocato Stefano Corsini

Il lavoro di pubblica utilità (LPU) è una sanzione penale consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato.

L’attività viene svolta presso gli Enti che hanno sottoscritto con il Ministro, o con i Presidenti dei Tribunali delegati, delle apposite convenzioni che disciplinano le modalità di svolgimento del lavoro.

La richiesta di svolgimento dei lavori di pubblica utilità è applicabile a numerose e diverse fattispecie penali, che hanno configurato il lavoro di pubblica utilità come una modalità di riparazione del danno collegata all’esecuzione di diverse sanzioni e misure penali, che vengono eseguite nella comunità.
Attualmente trova applicazione anche:

  • nei casi di violazione del Codice della strada, previsti all’art. 186 comma 9-bis e art. 187 comma 8-bis del Codice della Strada;
  • nei casi di violazione della legge sugli stupefacenti, ai sensi dell’art. 73 comma 5 bis del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309;
  • come obbligo dell’imputato in stato di sospensione del processo e messa alla prova, ai sensi dell’art. 168 - bis  del codice penale, introdotto dalla legge 28 aprile 2014 n, 67;
  • come modalità di attuazione del programma di trattamento del detenuto ammesso al lavoro all’esterno ai sensi dell’art. 21, comma 4 - ter dell’ordinamento penitenziario.

 

Chi può usufruire del lavoro di pubblica utilità?

Tutti i condannati per il reato di cui all'art. 186 del Codice della Strada (guida in stato di ebbrezza) o per il reato di cui all'art. 187 Codice della Strada (guida sotto l'effetto di sostanza stupefacente) ai quali sia stato concessa la sostituzione.

 

Cosa bisogna fare per beneficiare dei lavori di pubblica utilità?

Una volta che si viene a conoscenza del fatto che genera la responsabilità penale (ad es. dopo che la Polizia Stradale ha fermato il guidatore in stato di ebbrezza e ha redatto il verbale di accertamento con valore superiore a 0.8) la prima cosa da fare è cercare un ente convenzionato con il tribunale e chiedere la disponibilità allo svoglimento del LPU.

Ottenuta la dichiarazione di disponibilità bisogna rivolgersi ad un avvocato (senza aspettare troppo tempo) dal quale farsi assistere per la concessione della sostituzione della pena con il LPU.

A seconda del tempo che si lascia trascorrere dal verbale di infrazione elevato dalla Polstrada sono due sono le vie che si possono percorrere:

  1. si può chiedere da subito al Pubblico Ministero di emettere una richiesta di decreto penale di condanna con l'autorizzazione allo svolgimento dei LPU. --> questa è la via migliore perchè fa risparmiare tempo, anche ai fini del dimezzamento del periodo di sospensione della patente, e denaro.
  2. diversamente, se non ci si è mossi subito come indicato sopra, si attende che venga notificato il decreto penale di condanna  e successivamente (entro 10 giorni!) bisogna fare opposizione allo stesso. Verrà fissata un'udienza apposita in cui il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) emetterà un provvedimento di condanna con l'autorizzazione allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità e la durata degli stessi.

 

Cosa impedisce di chiedere i lavori di pubblica utilità?

1. aver provocato un incidente stradale, intendendosi per “incidente stradale” non solo lo scontro tra veicoli o tra veicoli e persone, ma anche l’urto di un veicolo contro ostacoli fissi, dal momento che si tratta comunque di una manifestazione di maggiore pericolosità della condotta di guida, punita più gravemente a prescindere dall’evento che si è verificato e che può avere coinvolto o meno altri veicoli o persone);

2. aver già prestato lavoro di pubblica utilità in precedenza.

 

Quanto dura il lavoro di pubblica utilità?

La durata del LPU è commisurata alla durata della pena sostituita. Ad esempio un giorno di arresto corrisponde ad un giorno di LPU, mentre un giorno di LPU viene ragguagliato con € 250,00 di ammenda.

 

C'é un limite giornaliero allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità?

Il limite è di 6 ore settimanali, salvo diversa richiesta da parte del condannato (in accordo con l'ente disponibile).

 

E se il lavoro di pubblica utilità non viene svolto correttamente?

Viene ripristinata la pena iniziale per cui si è chiesta la sostituzione.

 

L'Avv. Stefano Corsini assiste coloro che hanno subito una condanna per guida in stato di ebbrezza a Pordenone e Conegliano, compreso il territorio di Portogruaro, Caorle e Bibione.

Potete contattare lo studio (QUI) per maggiori informazioni e per chiedere un preventivo; il primo colloquio, utile per sapere quale soluzione adottare, è gratuito.

Avvocato Stefano Corsini